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I p e r c u l t u r a

Crocevia di arti e scienze.



I ragazzi della piazza.

I RAGAZZI DELLA PIAZZA
di Maribella Piana
Editore: Bompiani

Anni Sessanta, in un paesino sulla costa siciliana un gruppo di ragazzi cresce tra bagni al mare e i primi turbamenti dell’adolescenza. I figli dei pescatori escono insieme ai figli dei villeggianti, le tradizioni di un passato povero ma decoroso si confrontano con una modernità inquieta. Una ragazza in cerca di libertà rompe con le convenzioni della sua famiglia per scoprire, insieme ai coetanei, i colori del sesso, le illusioni della politica e dell’amore. Combattuta tra il senso del dovere e nuove aspirazioni, cercherà la guida giusta di cui fidarsi, ma alla fine, sgranando i ricordi della sua vita come un rosario di giorni, si renderà conto che ci si salva sempre da soli.

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LE GROTTE DELL'ETNA: ITINERARI NATURALISTICO-SPELEOLOGICI
UNA GUIDA PROFESSIONALE PROSSIMAMENTE NELLE LIBRERIE,
di Francesco Cavallaro e Agatino Reitano.
copertina

Le grotte sono uno degli aspetti naturalistici meno noti del nostro vulcano. Situate all'interno delle colate o degli apparati eruttivi dell'Etna, nascondono straordinarie morfologie modellate dal fuoco del vulcano, e non solo. Molti sanno della loro esistenza, passano davanti ai loro accessi o si addentrano per pochi metri fin dove la luce del sole lo consente, ne sentono il fascino, ma non osano avventurarsi oltre, per paura, insicurezza o per prudenza. Molte delle grotte etnee sono facili da visitare e non presentano particolari difficoltà. Con questo libro intendiamo avvicinare un maggior numero di appassionati al mondo sotterraneo delle grotte vulcaniche.
Il libro è suddiviso in tre parti: la prima è dedicata alla conoscenza di questo straordinario ambiente, attraverso una descrizione comprensibile anche ai non-specialisti, ma scientificamente corretta; la seconda parte riguarda la fruizione di queste particolari cavità, da effettuarsi nel massimo rispetto della molteplicità di aspetti (biotici, abiotici e antropici) che concorrono a definirlo; la terza comprende numerose schede di itinerari per raggiungere, conoscere e visitare alcune della cavità vulcaniche più interessanti scelte tra quelle che presentano minori difficoltà di accesso, in modo da costituire il “primo passo” per avvicinarsi, in modo sicuro e consapevole, al mondo delle grotte dell'Etna.
Il libro, che sarà composto di circa 250 pagine e realizzato in carta patinata con illustrazioni a colori e un formato di cm 15 x cm 21, è attualmente in fase di completamento e il suo costo al pubblico sarà di € 25,00. Prenotandolo adesso, con una spesa di € 10,00, si avrà uno sconto di € 5,00. L'iniziativa, visto comunque il limitato numero di persone potenzialmente interessate a un progetto editoriale di questo tipo, non è certamente un'operazione commerciale, ma nasce dalla volontà e soprattutto dal desiderio di divulgare, ad un più vasto pubblico, la conoscenza di un patrimonio ambientale straordinario che al di fuori dei confini del Parco dell'Etna non ha alcuna forma di tutela. Non può esistere infatti alcuna forma di rispetto per il patrimonio ambientale senza una sua adeguata conoscenza.

Francesco Cavallaro e Agatino Reitano
Conoscere e visitare le grotte dell'Etna
Itinerari naturalistico-speleologici
Edizioni Etnatura - 2011

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Lo schermo trema

Lo schermo trema. Letteratura siciliana e cinema
di Franco La Magna
Città del Sole Edizioni.
280 pagine
Euro 18

E' stato presentato giovedì 27 maggio – prima giornata della IV edizione della “Mostra del Cinema dello Stretto” (direttore artistico Anna Mazzaglia Miceli) – il libro “Lo schermo trema. Letteratura siciliana e cinema”, scritto dal critico cinematografico e storico del cinema catanese Franco La Magna (Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2010, pp. 280, € 18,00, riccamente illustrato). Relatore d’eccezione il Presidente del Torino Film Festival, Lorenzo Ventavoli, storico del cinema, saggista, organizzatore di mostre e gestore di sale cinematografiche piemontesi, che ne ha curato l’introduzione e che nel corso della stessa giornata ha inaugurato il Festival messinese.
Alla presentazione, in programma presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Messina (alle ore 16,00), sono intervenuti tra gli altri: Dario Tomasello, docente del Corso di laurea in Discipline delle Arti Figurative, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Messina e lo storico del cinema Nino Genovese. Al termine della presentazione è stato proiettato il film “Tigre reale” (1916) di Piero Fosco, alias Giovanni Pastrone, interprete la grande diva messinese Pina Menichelli e Febo Mari, tratto dal romanzo omonimo di Giovanni Verga.
Il volume di La Magna, frutto di una meticolosa ricerca durata circa tre anni, "compendio critico dell’apporto dato dalla letteratura siciliana al cinema dalle origini ai nostri giorni – come si legge nel retrocopertina – è la prima opera di sintesi sul rapporto tra cinema e letteratura siciliana, scritta con linguaggio fluido e gradevole, rivolta ad un pubblico generalista, cinefilo o semplicemente curioso (insegnanti, studenti medi e universitari) ed altresì un utilissimo aiuto per una rapida ma accurata informazione agli specialisti e agli studiosi della materia. Un vero e proprio “manuale”, da consultare o studiare, per chi voglia accostare una materia così vasta e ricca di fascino". Circa duecento i film citati tratti dalle opere dei molti autori ricordati, compresa una “ridda” di minori ormai del tutto dimenticati.
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Alfio Caltabiano. Le due vite del mitico maestro d’armi raccontate da chi lo conosceva bene
di Luigia Miniucchi
Gremese, Roma 2009
p. 127 con DVD, € 15,00.

Da diversi anni a quella che, impropriamente forse, può dirsi “grande” letteratura cinematografica (storie generali del cinema, ormai multidisciplinari, enciclopedie, dizionari critici, filmlexicon, ecc…) si sono sempre più affiancati studi a carattere localistico o particolari, piccole biografie, saggi critici su tematiche monografiche periferiche, ecc.... “Marginalità”, o presunte tali, che hanno determinato una vera e propria riscoperta di fatti, personaggi, avvenimenti (perfino film, ritenuti distrutti o smarriti) per molto tempo rimasti sepolti, sebbene a pieno titolo protagonisti (spesso in ombra) dell’avventurosa storia del cinema italiano.
Quest’infiorescenza di ricerche, dovuta a studiosi, critici cinematografici o semplici cinefili, spesso compiuta al di fuori degli organismi istituzionali, ha origini anche in una maggiore consapevolezza della complessità dell’industria cinematografica e nella difficoltà di definire la figura dell’autore del film, “opera d’arte collettiva” nata appunto dalla collaborazione di decine di figure professionali creative (registi, soggettisti, sceneggiatori, musicisti, direttori della fotografia, attori, montatori, scenografi, operatori…), ma anche da esigenze d’ordine economico, tecnico e industriale. Convenzionalmente il “fattore unificante” è considerato il regista ma, per usare le parole di Di Giammatteo, “è appunto una convenzione. O anche, una comodità, una scappatoia non sempre onorevole” che “si accetta, tuttavia, a malincuore, con un poco di vergogna”.
Pur mantenendo il regista (almeno fino a quando non si saranno trovate altre strade) al centro del processo creativo e di coordinamento della complicata macchina che produce come risultato finale il film, l’attenzione si è pertanto estesa ad altri soggetti creativi, attraverso un processo potremmo dire di “riabilitazione” e assegnazione d’uno status, di un ruolo, prima pressoché ignorato almeno dal pubblico delle sale.
Non nuova a simili iniziative, al suo attivo già una bella monografia sull’attore siciliano Tano Cimarosa, recentemente scomparso (Tano Cimarosa. Cinquant’anni di cinema italiano) l’apprezzata sceneggiatrice romana Luigia Miniucchi, laurea in Storia e Critica del Cinema all’Università “La Sapienza” di Roma, ha dato alle stampe un altro prezioso anello di quello che non difficilmente s’indovina come un personale percorso di riscoperta artistica ed umana di personaggi apparentemente “secondari” del mondo del cinema. Anche stavolta, dunque, la scelta dell’oggetto-soggetto della ricerca si è non casualmente fermata su uno dei più eclettici e straordinari protagonista dell’age d’or del cinema nazionale: Alfio Caltabiano. Di origini siciliane, il padre “avvocato playboy” era catanese, vero e proprio uomo-cinema, dai mille ruoli e dalle mille attività (purtroppo prematuramente scomparso nel 2007), Caltabiano è stato acrobata e attore negli osannati film storico-mitologici e d’avventura a cavallo tra gli anni cinquanta-sessanta, che hanno mandato in visibilio generazioni di spettatori (Ulisse, Attila, Elena di Troia, Spartacus, Guerra e pace, Sodoma e Gomorra Il colosso di Rodi, L’armata Brancaleone…); controfigura (la più famosa resta quella di Charlton Heston in Ben Hur di William Wyler, dove interpreta anche Gesù Cristo). Quindi, spinto da Sergio Leone, maestro d’armi di decine di film (e bastino tra tutti Barabba e gli stessi Il colosso di Rodi e L’armata Brancaleone); poi soggettista, sceneggiatore, regista di b-movies (Ballata per un pistolero, Una spada per Brando, Così sia, Tutti figli di mammasantissima…) molti dei quali interpretati dal compianto Tano Cimarosa) ed infine imprenditore. Una summa di cervello e azione, di teoria e pratica, dimostrazione vivente d’una interazione altrimenti ritenuta generalmente impossibile.
Ora quest’incredibile puzzle artistico-imprenditoriale è raccolto nel volume “Alfio Caltabiano. Le due vite del mitico maestro d’armi raccontate da chi lo conosceva bene” (Gremese, Roma, 2009, p. 127, € 15,00, con illustrazioni, accompagnato da un DVD, ricco di foto, interviste, spezzoni di film e immagini della faraonica residenza di Monte d’Oro) che narra speditamente, attraverso testimonianze dirette, la vita di questa specie di gigante mitologico al pari degli eroi dei “pepla” da lui intrpretati, alla fine deluso dal cinema e ritiratosi aristocraticamente nel suo eclettico e sontuoso antro di Grottaferrata, costruito giorno dopo giorno su suo progetto e con le proprie mani. Una specie di gigantesca domus romana traboccante di portali, colonne, sale, balaustre, soffitti in stile pompeiano, mosaici, piscina…, in passato al centro di varie attività imprenditoriali polisportive (campi da tennis, campo di calcetto, palestra) ed oggi sede di ricevimenti e prestigiosi eventi.
All’intervista diretta con Caltabiano (registrata nel 2007, vera e propria autobiografia orale, che - partendo dalla difficilissima infanzia trascorsa in vari istituti a causa dell’abbandono dei genitori separatisi ancor prima che Alfio nascesse - si spinge alla mirabolante vita nel cinema, alle regie, alla costruzione di Monte d’Oro), Miniucchi ne fa seguire un’altra con la moglie Donatella Todini, figlia del produttore cinematografico ed una con il figlio Cristiano, entrambe pencolati tra affettuosi ricordi personali e professionali. Infine a completare il quadro della complessa personalità di Caltabiano si giunge ad seconda parte fitta di testimonianze di colleghi e amici che ne rievocano affettuosamente la figura. Tra loro: Mauro Bolognini, Giuliano Gemma, Angelo Infanti.
Nell’appendice un’altra intervista-chiacchierata con Caltabiano - sempre curata della Miniucchi, registrata in occasione d’una visita a Grottaferrata della stessa autrice-sceneggiatrice accompagnata per l’occasione da Tano Cimarosa - seguita da una biografia e dalla sbalorditiva filmografia completa del “gigante”. Un lavoro di scavo, di ricerca minuta ed analitica, fatto anche di folgoranti intuizioni e d’un viscerale amore per la materia trattata, che riporta alla luce una zolla sepolta di quell’incredibile giacimento culturale ed iconico che continua ad essere il cinema italiano.

Franco La Magna.


     
Il culto delle icone.

IL CULTO DELLE ICONE
di Graziella Milazzo
Villaggio Maori editore

Analisi antropologica dell’arte sacra – con illustrazioni a colori.
Le immagini sono da sempre le rappresentazioni umane e umanizzate del divino, il tentativo di avvicinare il concetto “astratto” di spiritualità alla concretezza e alle esigenze terrene. Sin dal V secolo d.C. le icone hanno svolto il fondamentale ruolo di strumenti di evangelizzazione, costituendo quel “libro a colori” – così definito da San Gregorio – comprensibile persino agli analfabeti. L’icona conserva un ruolo chiave anche nella società contemporanea,
mantenendo vivi, attraverso la celebrazione dei riti, sia elementi spirituali come la fede e le manifestazioni di devozione, sia la memoria storica e l’identità di una comunità: è questo il caso riportato dall’autrice in merito all’icona di Maria SS. dell’Elemosina, venerata nella sua città natale, Biancavilla. L’opera ci conduce, attraverso un interessante excursus tra diversi modelli di icone mariane, alla narrazione e all’analisi dei molteplici riti connessi a questa forma di arte sacra, rivelando il valore che è stato attribuito alle icone nel corso dei secoli: non semplici rappresentazioni, ma vere e proprie reliquie da venerare.

ISBN: 9788898119493
Pagine: 144
Prezzo: €18,00


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Triplici Cinte

Ludica, sacra, magica.
Il censimento mondiale delle Triplici Cinte
di Marisa Uberti


Disponibile on line presso
www.Ilmiolibro.it

Questo saggio si compone di due parti e di due Appendici. Metà dell’opera è occupata dal censimento mondiale, un lavoro di catalogazione integrale che rappresenta un’assoluta novità in quanto, fino ad oggi, esistevano solo inventari frammentari. Per la prima volta, inoltre, si presenta al pubblico un’analisi grafico-statistica che consente di fare il punto della situazione, da cui partire per futuri ampliamenti.
La prima parte consta di quattro capitoli. Nel primo è presentata una complessa, minuziosa e laboriosa ricerca incentrata sulle testimonianze archeologiche a disposizione, che cercherà di far luce sul passato e sulle diverse culture che lo hanno animato, facendo cadere alcuni “luoghi comuni” in merito all’età, ragguardevole ma non troppo, di questa incisione non figurativa e molto diffusa sia nell’arte rupestre che in architettura. Nel capitolo successivo indagheremo nelle pieghe del medioevo europeo, quando il simbolico gioco conobbe il suo massimo risveglio ma anche il rogo, cercando di capirne le motivazioni. Entreremo poi nel vivo di un’annosa questione che riguarda i Templari andando nel castello di Chinon, dove, anziché certezze, sono sorti molti dubbi. Nel terzo capitolo affronteremo invece numerosi contesti dai quali è emerso che questo schema ludico ha assunto potenti significati simbolici, molto più importanti di quanto si creda. Cosa ha a che fare la Triplice Cinta con la morte di Gesù? Perché un cavaliere Giovannita del XV secolo ne fece dipingere accuratamente ottanta sulle pareti e sulla volta della propria cappella funeraria, per di più intercalate da un misterioso motto? Come mai il ciambellano del re di Francia Philippe du Moulin la fece inglobare tra le mura del proprio castello in Sologna? E perché troviamo una Triplice Cinta, in verticale, sul trono dove vennero incoronati trentadue sovrani del Sacro Romano Impero? Perché in Sri Lanka è chiamata il “gioco perfetto di Dio”? E per quale ragione troviamo molteplici quadrati concentrici su recipienti per il bagno dei neonati nella tribù Fulani della Nigeria? Questo ed altro attende di essere scoperto e chiarito tra le pagine di questo libro. Il quarto capitolo è dedicato al valore sociale del soggetto, nonché al problema della sua tutela e conservazione. Nella parte finale del capitolo vedremo infine come la Triplice Cinta abbia opportunamente saputo rinnovarsi per giungere fino ai giorni nostri, dove (al di fuori dell’uso ludico) essa sopravvive sottoforma di un ricorrente elemento decorativo apparentemente inosservata, ma alla stregua di un messaggio subliminale.
La seconda parte è integralmente dedicata al Censimento mondiale. Esso è stato realizzato sia grazie alla bibliografia che ai nostri sopralluoghi, ma anche alle segnalazioni di diverse attente persone. La struttura è a tabelle e sono stati considerati esemplari di Triplice Cinta (con le sue varianti), di tris, di alquerque, di tavolieri circolari, coppelliformi, a scacchiera, dove segnalati in associazione con la Triplice Cinta. La Tabella 1 è dedicata all’Africa, con i pochi esemplari che abbiamo potuto raccogliere; le Tabelle 2 e 2bis sono relative, rispettivamente, agli esemplari dell’America Settentrionale e Meridionale; la Tabella 3 è relativa all’Asia e al Medio Oriente; la Tabella 4 è relativa all’Europa (senza l’Italia); la Tabella 5 è dedicata esclusivamente all’Italia, che ha rivelato il maggior numero di esemplari in assoluto. Ciascuna Tabella è composta di 6 colonne, corrispondenti ai seguenti criteri informativi:
- Nazione (per la sola Italia, nella prima colonna, si troverà il nome della Regione)
- Località (città o paese)
- Sito (contesto e substrato in cui si trova l’incisione)
- Ubicazione (ovvero la posizione: orizzontale, verticale, obliqua, etc.)
- Modello, che viene presentato iconograficamente per ciascun contesto, con accanto il numero di riferimento da potersi consultare nella relativa Appendice 1. Sono stati catalogati 100 tipi di modelli, numerati da 00 a 99; il tipo di modello è preceduto dal numero di esemplari che si trovano in quel contesto (se è singolo non è stato indicato alcun numero);
- Associazione (con simili graffiti e/o incisioni o altri elementi caratteristici da segnalare).
I numerosi casi di esemplari o posizioni “non note” si devono al fatto che per essi non si dispone di ulteriori informazioni e il dato è tramandato dalla bibliografia tal quale; il lettore vedrà che alla ricerca attiva corrisponderà invece la completezza dei dati, in molti casi comprensivi anche di misure e di dettagli circostanziati.
L’Appendice 1 raccoglie tutti i modelli censiti, dallo 00 al 99. L’Appendice 2 è riservata ai grafici e all’analisi statistica sia qualitativa che quantitativa, i quali permettono di acquisire un quadro sintetico ed efficace della situazione attuale di ricerca. Quante Triplici Cinte ci sono nel mondo? E nella sola Europa o in Italia? Qual è il modello prevalente? E la posizione più frequente da trovare? Quali sono i contesti in cui ne sono state trovate di più? Sono alcuni dei dati che i grafici hanno cercato di esplicitare. Si tratta di undici grafici che riguardano tutto il mondo (parte A); la sola Europa (parte B), l’Italia (parte C).
Le note bibliografiche sono state apposte alla fine di ogni Tabella di censimento per facilitare la loro consultazione. In queste note sono indicate tutte le fonti di riferimento per un dato esemplare, siano esse letterarie, da web, da visita diretta o da segnalazione di terzi (che in quella sede ricevono singolarmente i nostri ringraziamenti).
La bibliografia finale rimanda invece ad alcuni lavori utili per intraprendere lo studio della Triplice Cinta. Nel testo sono stati poi intercalati dei pannelli (box) al fine di mettere in evidenza taluni concetti o per approfondirne altri. Sono caratterizzati da un colore diverso per ciascun capitolo.



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Documenti Umani

Titolo: Documenti umani
Autore: Federico De Roberto
Collana: Classici sommersi
Editore: Bel-Ami Edizioni
Introduzione: Antonio Di Grado
Prefazione: Simona Camplone
Prezzo: € 10,00
Pubblicazione: gennaio 2009
ISBN: 978 - 88 - 96289 - 00 - 6

Dall’autore de I Viceré, una raccolta di racconti che descrivono in maniera raffinata e incredibilmente moderna le misteriose facce dell’animo umano, in un continuo alternarsi di vizi e pentimenti. Federico De Roberto ci accompagna, con il suo passo critico e severo, in un percorso tortuoso tra uomini pazzi di gelosia, equivoche missive e duelli d’onore, mettendo in mostra le sottili debolezze della sua generazione e regalandoci uno spaccato impietoso della rigorosa società di fine Ottocento. I quattordici racconti che compongono l’antologia costituiscono una rara collezione di tecniche narrative che mescolano, con stile e disinvoltura, dialoghi dal ritmo incalzante a monologhi dal vigoroso impatto melodrammatico.
La straordinaria analisi psicologica dei personaggi lascerà stupiti di quante generazioni abbiano continuato a mantenere intatte certe prerogative “umane” anche dopo questa preziosa edizione del 1888.


     
Fino all'ultimo labirinto

FINO ALL'ULTIMO LABIRINTO
di Giancarlo Pavat, Giancarlo Marovelli, Fabio Consolandi, Luca Pascucci, Fabio Ponzo.
Prefazione Jeff Saward,
a cura di Giancarlo Pavat,
da un idea di Giancarlo Pavat e Fabio Consolandi,
Consulenza tecnico-scientifica:
Giancarlo Marovelli.
Grafica e impaginazione:
Fabio Consolandi.
Formato 17 x 24, brossura,
390 pagine;
57 pagine di disegni e foto tutte a colori;
2 cartine a colori;
2 tavole di appendice.

"...Una ricerca che di fatto è un viaggio, attraverso il tempo e lo spazio, lungo il sentiero marcato dai labirinti, disseminato dall'umanità nel corso dei secoli. Questo libro è un primo rendiconto di questa avventurosa ed entusiasmante ricerca. Il lettore potrà ripercorrere questo itinerario, incontrando tutti gli antichi labirinti italiani (presentati probabilmente per la prima volta in maniera organica e coerente) e quelli più importanti del resto d'Europa...". (Dalla presentazione in quarta di copertina).
Acquistabile direttamente dagli autori: giancarlo.pavat@gmail.com; geobarga@gmail.com; fabioconsolandi@gmail.com; fabio_ponzo@alice.it

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Nel segno di Valcento


Nel Segno di Valcento
Viaggio nel Lazio meridionale attraverso le simbologie templari e degli altri ordini monastico-cavallereschi.
di Giancarlo Pavat
Edizioni Belvedere
Pagg. 544, 28 euro.

La prima edizione di “Valcento” (2007), per il valore letterario, i contenuti e l’importanza che l’opera riveste nella conoscenza della storia, cultura e tradizioni del Basso Lazio, è inserita nella “Bibliomediateca” nazionale delle Pro Loco. Questa realtà italiana, voluta dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, allestita nel borgo medievale di Civitella d’Agliano (VT), raccoglie tutto il materiale relativo al ricchissimo patrimonio (tutelato anche dall’Unesco) costituito da tradizioni orali, riti, arte, storia e leggende del nostro Paese.
A seguito della sua scoperta del 2009, inerente l’affresco del Chiostro di San Francesco (Alatri - FR), l’Autore ha pubblicato anche “Il Cristo nel labirinto. Il mistero dell’affresco” ed ha partecipato alla trasmissione televisiva “Voyager”.
“La scoperta di Giancarlo Pavat è indubbiamente importantissima. Ma dobbiamo anche ringraziarlo per essere riuscito a richiamare la giusta attenzione nazionale sui misteri di questo territorio”.


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Vi ravviso luoghi ameni

Vi ravviso, o luoghi ameni
di Franco La Magna
Città del Sole Edizioni.
210 pagine
Euro 15

Vincenzo Bellini ha incarnato perfettamente il personaggio del genio romantico. Ammirato dagli artisti contemporanei, osannato dal pubblico, corteggiato e conteso dai salotti aristocratici di tutta Europa. La morte prematura lo ha consacrato al mito. Ma è soprattutto la straordinaria bellezza delle sue opere ad incantare da due secoli il pubblico mondiale. Anche il cinema e la televisione, ma soprattutto la "settima arte", hanno contribuito in modo non indifferente ad accrescerne la fama immortale. Vi ravviso, o luoghi ameni è il racconto avvincente e appassionato della straordinaria avventura cinematografica e televisiva del "Cigno" di Catania.



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RISTAMPATO IL LIBRO DI DE GUBERNATIS SU MARIO RAPISARDI
Mario Rapisardi


È stato finalmente ristampato il profilo biografico di Mario Rapisardi scritto da Angelo De Gubernatis nel 1912. Oggetto di questo studio è soprattutto la personalità morale del poeta catanese, che l’Autore si propose di riscattare dalla «fosca leggenda» costruitagli intorno dai suoi nemici; volutamente in secondo piano è invece il racconto delle contingenze private e pubbliche della sua vita, d’altronde povera di fatti salienti. Il profilo comincia con il ritratto del carattere e dello stile di vita del Rapisardi, schizzato da Amelia Sabernich, sua fedele compagna di vita dal 1885; seguono alcune pagine autobiografiche del Rapisardi, tratte da un suo scritto del 1883, che rievocano la formazione morale e letteraria del poeta fino ai vent’anni. De Gubernatis delinea poi la carriera accademica di Rapisardi, accenna alla polemica con il Carducci e conclude con una veloce descrizione della sua opera letteraria, un personale giudizio e infine una panoramica sulla fortuna del poeta in Italia e all’estero, comprensiva delle solenni onoranze a lui rese dalla città di Catania nel 1899. Il lavoro di De Gubernatis è ancora oggi un prezioso strumento di conoscenza per chiunque desideri scoprire la controversa personalità umana e artistica di Mario Rapisardi, che pur occupando un posto rilevante nel panorama della poesia italiana del secondo Ottocento, è oggi largamente trascurata.

Mario Rapisardi
di Angelo De Gubernatis
Edizioni Remo Sandron
Pagg. 60, Prezzo: € 9,00
Per altre informazioni: www.sandron.it




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